“Il mio cane vive 50 volte meglio di un detenuto a Regina Coeli. Lui prende i croccantini quando vuole, viene assistito se malato, beve l’acqua e può andare a passeggiare se ne ha bisogno”. Parole durissime quelle pronunciate dal presidente della Camera Penale di Roma, Giuseppe Belcastro, durante un incontro con la stampa dedicato alle condizioni degli istituti penitenziari.
Al centro della denuncia dei penalisti c’è “l’inaccettabile situazione delle carceri italiane” e, in particolare, la “drammatica condizione” dei penitenziari romani. Una situazione che, secondo Belcastro, va ben oltre le difficoltà organizzative e strutturali degli istituti: quella “davanti ai nostri occhi è una questione che investe direttamente la tenuta dello Stato di diritto, il rispetto dei principi costituzionali e la qualità stessa della nostra democrazia”.
Astensione degli avvocati dal 23 al 29 settembre
Per richiamare l’attenzione sulla situazione, dal 23 al 29 settembre è prevista l’astensione degli avvocati. Nelle scorse settimane una delegazione dell’Osservatorio carceri della Camera Penale di Roma ha inoltre effettuato una visita all’interno di Regina Coeli, constatando direttamente le condizioni della struttura.
“Le condizioni del penitenziario sono disumane – ha aggiunto l’avvocato Maria Brucale – I detenuti non hanno frigoriferi, i bagni sono attaccati alle cucine. In questa estate di caldo torrido, nel reparto per l’assistenza psichiatrica, ci sono finestre coperte da lastre di plexiglas e le temperature erano inumane. Le persone ristrette in queste condizioni dormono in celle cosiddette ‘pulite’, devono chiedere acqua dalle feritoie agli agenti della Polizia penitenziaria. Ogni aspetto della vita quotidiana diventa motivo di sofferenza”.
L’allarme sui suicidi nelle carceri
I penalisti richiamano l’attenzione anche sul numero dei suicidi avvenuti negli istituti penitenziari italiani, indicando 46 casi dall’inizio dell’anno. Un dato che, secondo gli avvocati, rende ancora più urgente intervenire sulle condizioni di detenzione e sull’assistenza alle persone recluse.
“Abbiamo fatto ispezioni, siamo andati al ministero – ha osservato Belcastro – La risposta è stata che a Roma hanno ridotto la pianta organica del tribunale di sorveglianza di 8 unità”.
Da Regina Coeli a Rebibbia
Le criticità denunciate non riguardano soltanto Regina Coeli. Secondo quanto riferito durante l’incontro, anche nel carcere romano di Rebibbia sarebbero presenti seri problemi sotto il profilo sanitario, con casi di scabbia e la presenza di topi.
“La questione della salute dietro le sbarre – ha detto Francesco Bianchi – riguarda anche il settore minorile ed i Cpr. Questi ultimi poi sono luogo dove non ci fanno neanche entrare per vedere come sta chi è ospite lì”.
Il confronto sull’esecuzione penale
La mobilitazione proseguirà anche fuori da Roma. Sabato a Firenze è infatti in programma il convegno “Lo stato generale dell’esecuzione penale. Analisi di un disastro”, dedicato alle condizioni della detenzione e alle criticità del sistema dell’esecuzione penale.
L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato dai penalisti per riportare al centro del dibattito pubblico le condizioni delle persone detenute, la tutela della salute e il rispetto dei diritti all’interno degli istituti penitenziari.
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