Violenza sessuale su due minorenni a Roma: arrestato in Perù dopo la fuga

Condannato a 16 anni per abusi su due minorenni a Roma, un 57enne è stato arrestato a Lima dopo la fuga. Ora si attende l'estradizione

incidente, polizia roma capitale

Era riuscito a sottrarsi alla giustizia italiana dopo una condanna definitiva per violenza sessuale su due minorenni, ma le ricerche internazionali hanno portato alla sua individuazione in Sudamerica. Un cittadino peruviano di 57 anni, identificato con le iniziali M.C.T., è stato arrestato a Puente Piedra, nel territorio di Lima, in Perù, al termine di un’operazione condotta dalle autorità locali in collaborazione con la polizia italiana.

L’uomo doveva scontare 16 anni di reclusione per due episodi di violenza sessuale commessi a Roma, in momenti diversi, ai danni di una bambina di appena 9 anni e di una ragazza di 14 anni, sua figlia.

La cattura è avvenuta il 9 ottobre, dopo un’attività investigativa che ha permesso di ricostruire gli spostamenti del ricercato e di individuarne il nascondiglio. Il 57enne si trova ora sotto la custodia delle autorità giudiziarie peruviane, mentre proseguono le procedure necessarie alla sua estradizione in Italia.

La condanna definitiva e la fuga dall’Italia

La vicenda giudiziaria aveva raggiunto un punto decisivo il 10 luglio 2023, quando era diventata esecutiva la sentenza nei confronti dell’uomo, precedentemente residente a Guidonia Montecelio, in provincia di Roma.

La pena complessiva di 16 anni derivava da due condanne: 9 anni per un episodio di violenza sessuale risalente al 2000 e altri 7 anni per gli abusi commessi nel 2014.

Nonostante il provvedimento definitivo, il condannato aveva fatto perdere le proprie tracce, evitando l’ingresso in carcere.

Nel gennaio 2024, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma aveva emesso un ordine di esecuzione di pene concorrenti. Le ricerche erano state quindi estese oltre i confini nazionali attraverso una Red Notice dell’Interpol, lo strumento di cooperazione internazionale utilizzato per segnalare persone ricercate dalle autorità giudiziarie.

L’obiettivo degli investigatori era individuare il luogo in cui l’uomo si era rifugiato e consentire alle autorità competenti di procedere al suo arresto.

Gli abusi sulla figlia quattordicenne in un appartamento alla Rustica

Uno dei due episodi al centro del procedimento giudiziario risaliva al 2014 e si era verificato nel quartiere La Rustica, nella periferia orientale di Roma.

La vittima era la figlia dell’uomo, all’epoca appena quattordicenne, che viveva insieme alla madre in un appartamento della zona.

Secondo quanto emerso dalle indagini, dopo la violenza il padre aveva cercato di imporre alla ragazza il silenzio, inducendola a non raccontare quanto accaduto.

La situazione era cambiata quando la sorella maggiore della minorenne, nata da una precedente relazione e già vittima in passato di abusi da parte del patrigno, aveva appreso informalmente dell’accaduto.

Il suo intervento aveva avuto un ruolo determinante nel far emergere la vicenda. La quattordicenne aveva infatti trovato la forza di confidare le violenze subite prima alla sorella e successivamente alla madre.

Le dichiarazioni della ragazza e gli accertamenti successivi avevano contribuito alla ricostruzione dei fatti, poi esaminati nell’ambito del procedimento penale.

Una seconda violenza commessa nel 2000

Gli investigatori avevano ricostruito anche un precedente episodio di violenza sessuale, avvenuto nel 2000, quando la vittima aveva soltanto 9 anni.

Per questo reato l’uomo aveva ricevuto una condanna a 9 anni di reclusione, alla quale si erano aggiunti i 7 anni stabiliti per gli abusi del 2014.

Le due vicende, separate da quattordici anni, avevano quindi portato a una pena detentiva complessiva di 16 anni, divenuta definitiva nel luglio 2023.

La successiva irreperibilità del condannato aveva reso necessario l’intervento degli organismi specializzati nella ricerca dei latitanti all’estero.

Il progetto Wanted e la collaborazione tra Italia e Perù

La svolta nelle ricerche è arrivata grazie a una complessa attività di cooperazione investigativa internazionale.

L’operazione è stata sviluppata nell’ambito del progetto Wanted, promosso dal Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, con il coinvolgimento del Servizio per la cooperazione internazionale di polizia della Direzione centrale della polizia criminale.

Un contributo fondamentale è arrivato dalla seconda divisione Interpol, che ha favorito lo scambio di informazioni tra gli investigatori italiani e quelli peruviani.

Alle attività ha partecipato anche la Squadra mobile di Roma, sotto il coordinamento dei magistrati della Procura capitolina, ufficio esecuzioni.

Attraverso la condivisione degli elementi raccolti durante le indagini, le autorità sono riuscite a restringere progressivamente l’area delle ricerche fino a individuare il ricercato nella capitale peruviana.

Individuato a Puente Piedra: ora si attende l’estradizione

A concludere materialmente l’operazione è stata la sezione latitanti dell’Interpol peruviana, che il 9 ottobre ha localizzato il 57enne nel distretto di Puente Piedra, nell’area metropolitana di Lima.

Dopo aver verificato l’identità dell’uomo, gli agenti hanno proceduto al suo arresto, ponendo fine alla latitanza iniziata nel 2023.

Il cittadino peruviano resta attualmente a disposizione della magistratura locale, in attesa che venga definito l’iter di estradizione richiesto per consentire l’esecuzione della pena in Italia.

La cattura rappresenta il risultato dell’attività congiunta delle forze di polizia dei due Paesi e dello scambio di informazioni investigative che ha permesso di rintracciare all’estero un condannato ricercato dalla giustizia italiana.

Redazione

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