Sta facendo discutere il rapporto della Corte dei conti francese sulla gestione dei beni della Pieux établissements de la France à Rome, istituzione sotto l’autorità dell’ambasciata di Francia presso la Santa Sede. Il rapporto evidenzia gravi carenze nella gestione di un patrimonio immobiliare che comprende anche la Chiesa di Trinità dei Monti e la famosa scalinata che conduce a Piazza di Spagna. Tuttavia, contrariamente alle voci circolate, la Corte non ha rivendicato la proprietà della scalinata, ma ha criticato le inefficienze nella gestione da parte dell’istituzione francese.
Le critiche della Corte riguardano un inventario non aggiornato e una gestione poco trasparente da parte della Pieux établissements de la France, che dovrebbe curare beni dal valore di miliardi di euro. Tra questi beni figura, oltre alla chiesa, anche la scalinata di Trinità dei Monti, simbolo del legame storico tra Francia e Roma. Il rapporto ha sollevato preoccupazioni sull’ambasciata francese a Roma, ritenuta “poco vigile” nel controllo delle proprietà.
Le chiese francesi a Roma sono un patrimonio significativo. Tra le più conosciute ci sono San Francesco a Ripa, Santa Maria dell’Anima, San Claudio dei Francesi e San Luigi dei Francesi, che custodisce capolavori di Caravaggio. La Chiesa di Trinità dei Monti è invece storicamente affidata ai monaci francesi sin dal 1585, consolidando la presenza francese nella Capitale.
Il nodo della questione sollevata dalla Corte riguarda l’utilizzo di parte del dominio della Trinité-des-Monts, che secondo un accordo del 1828 tra Francia e Santa Sede doveva servire per la diffusione della cultura e dell’insegnamento della lingua francese. Attualmente, la proprietà ospita una scuola privata italiana, l’Istituto Sacro Cuore di Trinità, in cui solo il 3% degli studenti è francese, violando gli accordi originali secondo il rapporto francese.
Il legame tra Francia e Italia nella storia di Trinità dei Monti è indiscutibile. Progettata dall’architetto Francesco de Sanctis e finanziata dal re di Francia Luigi XV, la scalinata e la chiesa sono simboli della collaborazione culturale e religiosa tra i due paesi.
La questione ha suscitato anche reazioni politiche in Italia. Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera, ha ironizzato sui social, dichiarando che se la Francia richiede una revisione della proprietà a Roma, l’Italia potrebbe fare altrettanto con i beni presenti al Louvre, riferendosi alle opere d’arte sottratte durante il XIX secolo.
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