La Corte d’Assise d’Appello di Roma ha condannato Leandro Bennato a 19 anni e 4 mesi di carcere per sequestro di persona a scopo di estorsione e traffico di droga. I giudici hanno ridotto la pena rispetto al primo grado, che gli aveva inflitto 20 anni. Insieme a lui, Elias Mancinelli ha ricevuto una condanna a 18 anni e 8 mesi, mentre altri tre imputati hanno ottenuto pene comprese tra i 4 e i 6 anni.
I magistrati Giovanni Musarò ed Erminio Amelio hanno ricostruito tre sequestri, avvenuti tra novembre e dicembre 2022, legati al tentativo di recuperare 107 chili di cocaina sottratti alla coppia criminale. Bennato ha diretto personalmente tutte le fasi operative, imponendosi come il mandante e il coordinatore delle violenze.
Nel primo sequestro, i complici hanno rapito Gualtiero Giombini, custode della droga rubata. Lo hanno rinchiuso in una baracca, lo hanno lasciato nudo al freddo e lo hanno picchiato per giorni, fino a farlo parlare. Giombini ha fatto il nome di Cristian Isopo, indicandolo tra i responsabili del furto. Dopo aver ottenuto queste informazioni, Bennato ha ordinato il rilascio della vittima, che però è morta poche settimane più tardi.
Anche Isopo ha subito un sequestro: gli uomini di Bennato lo hanno legato a una sedia con delle fascette da elettricista e lo hanno colpito ripetutamente. Solo dopo aver restituito 77 chili di cocaina, l’organizzazione lo ha liberato.
Nel terzo episodio, il gruppo criminale ha rapito due donne per recuperare altri 7,7 chili di droga e 165mila euro, provenienti dalla vendita di un’altra parte della partita rubata. Una delle donne è stata liberata dopo 8 ore, quando i rapitori si sono accorti di averla scambiata per la cugina a causa di un’omonimia.
La forza intimidatoria del nome di Leandro Bennato ha condizionato anche gli interrogatori degli indagati, che non osavano nemmeno pronunciarlo. Le motivazioni del giudice di primo grado parlano chiaro: gli autori del furto non avrebbero mai agito, se avessero saputo che la droga apparteneva a “Mady33”, soprannome di Bennato.
L’inchiesta, portata avanti dai carabinieri del nucleo investigativo di Roma, ha permesso di arrestare Bennato nell’aprile 2023. Il suo nome compare anche nell’indagine sull’omicidio di Fabrizio Piscitelli, detto “Diabolik”, figura centrale della criminalità romana.
Con questa sentenza, la giustizia ha colpito uno dei vertici del narcotraffico romano, ridimensionando l’influenza criminale nel quadrante nord-ovest della Capitale, tra Casalotti e Boccea.
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