Matteo Orfini torna protagonista nella scena politica romana e lo fa rilanciando la sua area all’interno del Partito Democratico, dopo un anno di riorganizzazione e allargamento. Il segnale arriva chiaro e forte il 5 maggio, con un incontro ufficiale con il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, avvenuto allo Scout Center.
L’obiettivo è condividere un’agenda politica in vista delle elezioni comunali del 2027, mettendo sul tavolo le priorità di un’area che si definisce “radicata, critica ma leale”.
“Questo non è il momento di fare il punto, ma di progettare” ha dichiarato Orfini, confermando il pieno sostegno alla ricandidatura di Gualtieri e l’intenzione di contribuire attivamente, attraverso amministratori locali e consiglieri municipali, alla costruzione di una Roma più inclusiva, solidale ed equa.
All’incontro, moderato dai consiglieri comunali Nella Converti e Andrea Alemanni, sono intervenuti numerosi esponenti orfiniani dei territori, tra cui Gianluca Bogino, Federica Serratore, Paola Ilari, Paola Cavalieri, Rosa Ferraro, Fabrizio Grant, Simone Cardellini, Davide Lofrese, Jacopo Scatà, Davide Brusaporci e Massimo De Simoni. Ognuno ha portato una “parola chiave” simbolica, da inserire idealmente nel programma del prossimo mandato del sindaco.
Converti, presidente della Commissione Politiche sociali, ha insistito sulla necessità di “ricucire le fratture sociali” e di non trasformare l’amministrazione in una “giunta dei mille cantieri”. Alemanni, che presiede la Commissione Commercio, ha invece scelto la parola “mercato”, auspicando che Roma torni ad attrarre investimenti e attenzione internazionale, colmando il divario con città come Milano.
Il legame con Gualtieri non è mai venuto meno, sottolineano i protagonisti, che parlano di un dialogo costante e anche critico, ma sempre orientato al miglioramento dell’azione di governo. Orfini stesso rivendica con forza il lavoro svolto dai suoi nei municipi, con pratiche innovative come l’ordinanza sulla residenza per gli occupanti o i modelli d’accoglienza per migranti e senza dimora nei territori più esposti, come il II Municipio.
Non mancano però le tensioni interne, soprattutto con l’area di Claudio Mancini, un tempo braccio destro di Orfini e oggi guida autonoma di una corrente molto vicina al sindaco. Le divergenze di approccio sono evidenti, anche se entrambe le anime dem si trovano nella stessa coalizione, e potenzialmente nello stesso progetto politico.
Sul piano nazionale, gli orfiniani si dichiarano allineati con Elly Schlein, apprezzandone il lavoro e definendola “protagonista del nuovo centrosinistra”. Un sostegno chiaro, maturato dopo il congresso, che si distingue da quello più recente dell’area manciniana, avvicinatasi alla segretaria solo in fase successiva, con l’orientamento sul voto europeo e il tema del riarmo.
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