Ruspe di nuovo a Fiumicino, tornano i timori sul futuro del litorale

Ripresi i lavori nei pressi del muraglione contestato. I comitati chiedono trasparenza e temono legami con la variante per il porto crocieristico

Le ruspe sono tornate sull’arenile di Fiumicino, dove è partito un nuovo cantiere a pochi metri dal contestato muraglione in cemento. L’opera, spuntata improvvisamente nei mesi scorsi, ha lasciato il segno nella comunità locale, che ora osserva con crescente preoccupazione la ripresa dei lavori.

I comitati cittadini, riuniti nella rete “Tavoli del porto”, non si oppongono agli interventi di manutenzione, ma chiedono chiarezza. Sostengono la messa in sicurezza della scogliera e la tutela della navigazione, ma vogliono garanzie: nessun progetto nascosto, nessuna scorciatoia per introdurre la variante del porto turistico, ancora non approvata.

Le associazioni chiedono accesso immediato agli atti e vigilano sulle attività in corso, annunciando un presidio costante nell’area interessata. Temono che questi lavori, formalmente presentati come tecnici e urgenti, servano in realtà ad anticipare le trasformazioni previste dalla variante. Quest’ultima punta a trasformare il porto attuale, oggi destinato a mille imbarcazioni da diporto, in uno scalo in grado di accogliere anche navi da crociera.

Fiumicino Waterfront srl aveva già sorpreso la città con la costruzione improvvisa di un muro di cemento lungo centinaia di metri, giustificandolo come una semplice delimitazione della concessione. La società aveva negato ogni legame con la variante, ma la tempistica e la mancanza di comunicazione hanno alimentato forti dubbi nella popolazione. Molti ricordano quella notte come l’inizio di una frattura tra cittadini e istituzioni.

L’amministrazione comunale, invece, difende apertamente la variante progettuale. Il sindaco Mario Baccini ha spiegato che solo una piccola parte del porto sarà destinata ai grandi yacht, promettendo occupazione stabile, sviluppo economico e una riqualificazione moderna del territorio. “Il nuovo porto sarà un simbolo di rinascita”, ha dichiarato, assicurando che accompagnerà il progetto con trasparenza e dialogo.

Tuttavia, i cittadini restano diffidenti. I comitati denunciano la mancanza di informazioni chiare, chiedono verifiche indipendenti e pretendono che il Comune garantisca l’accessibilità ai documenti. Vogliono evitare che i lavori appena avviati si trasformino in un precedente pericoloso, utile a legittimare modifiche ancora non approvate.

In gioco non c’è solo la conformità di un’opera, ma il futuro stesso del litorale di Fiumicino. Gli attivisti temono che interessi economici prevalgano sul rispetto del territorio e sull’identità della zona. Finché non avranno risposte concrete, continueranno a presidiare il cantiere e a chiedere un confronto diretto con le istituzioni.

Redazione

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