Giornalista minacciata a Roma: tensioni e violenze durante la manifestazione per Gaza

Una cronista dell’Adnkronos è stata accerchiata e costretta a cancellare le foto da un gruppo incappucciato: forti reazioni dal mondo politico

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Durante le fasi più tese della manifestazione a favore della Palestina, tenutasi il 4 ottobre a Roma, alcuni episodi di violenza hanno oscurato il corteo pacifico. In piazza San Giovanni, un gruppo di individui incappucciati, inizialmente fischiati e allontanati dai manifestanti, ha successivamente aggredito verbalmente una giornalista dell’agenzia Adnkronos, costringendola a cancellare alcune fotografie che aveva appena scattato.

Il gruppo, identificato come estraneo al corteo pacifico, si è appartato poco dopo essere stato respinto dalla piazza. Qui, protetti da ombrelli, si sono tolti i vestiti neri e i cappucci, cercando di far perdere le proprie tracce. Nel frattempo, la cronista, intenta a documentare la scena, è finita nel mirino degli antagonisti. Le hanno imposto di eliminare le immagini, ricorrendo a intimidazioni e minacce.

La vicenda ha suscitato una immediata ondata di solidarietà da parte del mondo politico e istituzionale. Il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri, ha definito l’episodio “un inaccettabile atto intimidatorio”, sottolineando come si tratti di “un attacco alla libertà di stampa e al diritto all’informazione”. Gasparri ha chiesto l’identificazione dei responsabili e un intervento della giustizia “con il massimo rigore”.

Anche il leader di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli, è intervenuto condannando con fermezza l’accaduto: “La mia solidarietà alla cronista dell’Adnkronos, i giornalisti non devono subire intimidazioni. Le violenze di ieri hanno oscurato la manifestazione pacifica di un milione di persone contro il genocidio a Gaza”. Bonelli ha ribadito che gli autori delle minacce non facevano parte del corteo e sono stati esplicitamente invitati ad andarsene.

Il leader di Azione, Carlo Calenda, ha definito la vicenda “una vile aggressione” e ha denunciato il tentativo di impedire il lavoro giornalistico: “Non possiamo tollerare che si impedisca a una cronista di documentare la realtà. Si tratta di un sopruso che va condannato senza esitazioni”.

Redazione

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