Nel 2025 la mobilità a Roma è rimasta ferma. È questo il quadro che emerge dal quarto rapporto alla città presentato dal sindaco Roberto Gualtieri il 7 novembre. Nonostante un anno di dichiarazioni, progetti e cronoprogrammi annunciati, la realtà evidenziata dai fatti racconta una Capitale ancora impantanata tra ritardi, rinvii e obiettivi mancati. Dai nuovi treni della metro B ai tram che avrebbero dovuto rinnovare il parco mezzi di superficie, poco o nulla è cambiato rispetto al 2024.
Le promesse del 2024: un cronoprogramma disatteso
Durante il terzo rapporto alla città, il 14 novembre 2024, Gualtieri aveva tracciato una road map precisa. Entro dicembre dello stesso anno sarebbe dovuto arrivare il primo nuovo treno Hitachi, seguito da altri 8 nel corso del 2025, destinati alla linea metro B per ridurre le frequenze a 4 minuti. La realtà, invece, ha visto l’arrivo del primo treno solo ad aprile 2025, mentre la sua messa in servizio resta ancora incerta.
Anche per quanto riguarda le linee della nuova metro C, le tempistiche si sono allungate: i lavori per i tratti T1 e T2, annunciati come “imminenti”, vedranno l’arrivo delle talpe a Farnesina solo nel 2026, mentre per ora ci si è limitati alla consegna delle aree di cantiere e ad attività preliminari.
I nuovi tram restano solo annunci
Una delle novità più attese era l’introduzione dei nuovi tram: 121 convogli previsti, con 8 in arrivo già nel 2025. Tuttavia, come confermato anche nel quarto rapporto, nessun nuovo tram è ancora in circolazione. Il primo potrebbe arrivare a dicembre, ma tutto dipende dal completamento dei lavori sulla sopraelevata della tangenziale est. Intanto, il nuovo obiettivo fissato è spostato: 25 tram entro il 2026, secondo quanto dichiarato dall’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè.
Un quarto rapporto tra cautela e déjà-vu
Nel corso dell’intervento del 7 novembre 2025, il sindaco Gualtieri ha adottato toni più prudenti rispetto al passato. Ha confermato l’arrivo del primo tram “entro dicembre” e parlato di 36 nuovi treni metro “in fase di immissione in servizio”, senza però fornire dati certi su quando verranno effettivamente utilizzati dai pendolari.
Anche l’attesa riduzione delle frequenze della metro B a 4 minuti non si è concretizzata. Il traguardo, ha ammesso lo stesso primo cittadino, sarà raggiunto solo quando entreranno pienamente in funzione i nuovi convogli.
I lavori avviati e il paradosso della Ztl
Tra gli interventi in corso, sono stati citati il piano di sostituzione dei binari tramviari, l’avvio delle nuove tranvie e i lavori alla stazione Pigneto. Tutti progetti di lungo termine, che non hanno ancora ricadute tangibili sulla qualità della mobilità quotidiana.
Nel frattempo, è stato rinnovato il parco bus, ma la misura non ha incentivato i cittadini a rinunciare all’auto. Anzi, si è registrato un passo indietro sulle restrizioni della Ztl Fascia Verde, che avrebbero dovuto ridurre il traffico e migliorare il servizio di superficie. Questo dietrofront ha avuto ripercussioni anche sull’inquinamento urbano.
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