L’inchiesta sugli spari che il 25 aprile hanno ferito due attivisti dell’ANPI a Roma si concentra sugli ambienti dell’estrema destra romana.
Gli investigatori della Digos e dell’antiterrorismo, coordinati dalla Procura capitolina, stanno analizzando chat, forum e gruppi social legati alla galassia nera, incrociando i dati con il mondo degli appassionati di softair.
L’agguato nella zona di San Paolo
Secondo quanto ricostruito, l’azione è stata fulminea. Nei pressi di Parco Schuster, un giovane a bordo di uno scooter e con casco integrale avrebbe esploso diversi colpi a distanza ravvicinata.
Nel mirino una coppia di 65 e 62 anni, entrambi con al collo il fazzoletto dell’ANPI durante le celebrazioni della Liberazione.
Colpi con piombini
I proiettili utilizzati sarebbero piombini compatibili con armi ad aria compressa o softair. Le due vittime hanno riportato ferite lievi.
Per l’ANPI Roma, però, il gesto avrebbe un chiaro significato intimidatorio.
Telecamere e caccia allo scooter
La Procura ha aperto un fascicolo contro ignoti. Le indagini si concentrano ora sulle immagini di videosorveglianza tra:
- via delle Sette Chiese
- viale Ostiense
Obiettivo: identificare lo scooter utilizzato e risalire al responsabile.
Verifiche anche sul 24 aprile
Gli inquirenti stanno controllando anche i filmati del giorno precedente per capire se l’aggressore abbia effettuato un sopralluogo nell’area.
Sotto esame anche siti estremisti e chat criptate, alla ricerca di eventuali rivendicazioni o messaggi d’odio.
La pista del gesto isolato
Non viene esclusa l’ipotesi del “cane sciolto”, ma al momento il perimetro investigativo resta concentrato sugli ambienti della destra radicale.
La condanna dell’ANPI
L’associazione ha definito l’episodio un gesto “terrorista”, ribadendo di non voler arretrare di fronte a intimidazioni.
Al momento nessuna sigla ha rivendicato l’azione.
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