Roberto Gualtieri non si lascia scuotere dai sondaggi e guarda con fiducia al futuro. Intervenuto alla Festa dell’Unità alle Terme di Caracalla, il sindaco di Roma ha risposto con determinazione ai risultati della “Governance poll” de Il Sole 24 Ore, che lo vede scendere al 90° posto tra i sindaci più apprezzati d’Italia. “Non lavoro per il consenso, ma per trasformare la città. Se fosse stato il contrario, non avrei aperto 1.300 cantieri”, ha dichiarato.
Gualtieri ha sottolineato il suo impegno nei quartieri periferici, dove spesso mancano servizi essenziali come acqua e fognature. “Dal 27% al 47% è comunque una crescita importante”, ha aggiunto, ridimensionando l’impatto dei numeri diffusi dal quotidiano economico e ribadendo che i rilievi interni raccontano uno scenario diverso.
Il primo cittadino ha poi sottolineato l’impatto positivo della comunicazione social, dove la sua figura è diventata oggetto di attenzione virale. “Mostriamo cose vere di una città che cambia. I commenti positivi rappresentano una partecipazione gioiosa al cambiamento”, ha detto, riferendosi ai numerosi contenuti condivisi che documentano i lavori in corso a Roma.
Tra i temi affrontati sul palco anche quello dello stadio della Roma, progetto molto atteso dai tifosi. “Il lavoro è quasi concluso, i problemi sono risolvibili. Sono fiducioso che si farà”, ha dichiarato, lasciando intendere che l’annuncio ufficiale non tarderà troppo.
Sulle amministrative del 2027, Gualtieri non teme la riorganizzazione del centrodestra: “Spero ci sia un avversario, altrimenti sarebbe noioso. Osservo il dibattito, ma non mi appassiona. Il mio focus è sulla città”. Con una punta di ironia, ha ricordato i tempi del “Michetti chi?”, segnalando come Fratelli d’Italia stia cercando un nome di peso, ma senza ansie.
Esclude anche un ritorno alla politica nazionale, nonostante qualcuno lo consideri papabile per la guida del centrosinistra: “Non è un’esperienza che mi manca. Vorrei essere il primo a fare dieci anni da sindaco di Roma. Lo trovo più stimolante di un ruolo nazionale”. Precisa però che non chiederà un terzo mandato, lasciando intendere che il suo progetto ha una durata ben definita.
Sul piano politico, Gualtieri rivendica la forza del “campo largo”, già operativo in molte città: “Coalizioni larghe e credibili, con accordi programmatici solidi, possono battere la destra. Non serve molto per governare meglio”.
Infine, l’ambizioso piano di riqualificazione del Tevere: dalle banchine ai nuovi parchi, l’obiettivo finale resta il Tevere balneabile, un sogno che il sindaco aveva già evocato nel 2023. “Non abbiamo i fondi delle Olimpiadi di Parigi, ma ci stiamo lavorando. Se tutto andrà bene, potremmo regalarci questo risultato entro la fine del mio secondo mandato”.
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