Duplice omicidio di Villa Pamphili, attesa per la sentenza: chiesto l’ergastolo

I giudici della Corte d'Assise di Roma sono riuniti in camera di consiglio per decidere sul caso di Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda. La difesa di Francis Kaufmann chiede l'assoluzione

Kaufmann

È attesa per le 16 la sentenza sul duplice omicidio di Villa Pamphili, il caso che nel giugno 2025 ha portato alla morte di Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda, di appena 14 mesi. I giudici della prima Corte d’Assise di Roma sono entrati in camera di consiglio per valutare la posizione di Francis Kaufmann, imputato per la morte delle due vittime. La Procura capitolina ha chiesto nei suoi confronti la pena dell’ergastolo, mentre la difesa ha sollecitato una decisione di segno opposto.

Secondo la ricostruzione sostenuta dall’accusa, Kaufmann avrebbe ucciso prima la compagna Anastasia Trofimova, soffocandola, e successivamente la piccola Andromeda, strangolata alcune ore dopo. Una sequenza di eventi che rappresenta il nucleo centrale dell’impianto accusatorio e sulla quale i magistrati hanno fondato la richiesta della massima pena. Spetterà ora alla Corte stabilire se gli elementi raccolti nel corso del procedimento siano sufficienti a dimostrare la responsabilità dell’imputato per entrambi gli omicidi.

Villa Pamphili, la difesa contesta le prove e chiede l’assoluzione

Di posizione completamente diversa l’avvocato Paolo Foti, difensore di Francis Kaufmann, che ha chiesto l’assoluzione del proprio assistito per entrambi i capi d’imputazione con la formula “per non avere commesso il fatto”. Il legale ha contestato la solidità del quadro probatorio presentato dall’accusa, sostenendo che non sarebbero emersi elementi sufficienti per attribuire con certezza all’imputato la responsabilità delle due morti. Una linea difensiva che punta dunque sull’assenza di prove ritenute decisive.

Nel corso del suo intervento in aula, Foti ha ribadito le perplessità della difesa dichiarando: “In questa vicenda mancano troppi elementi, non c’è la prova regina”. Le parole del legale sintetizzano la distanza tra le posizioni delle parti, con la Procura che insiste sulla richiesta dell’ergastolo e la difesa che domanda l’assoluzione.

Redazione

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