La periferia est di Roma torna a fare i conti con la paura delle esplosioni. Intorno alle 4 di martedì 3 novembre, due ordigni rudimentali hanno colpito il Monkey bar di Castelverde, in via Massa di San Giuliano, provocando forti boati che hanno svegliato numerosi residenti. Le deflagrazioni hanno danneggiato gravemente la saracinesca e il dehors dell’attività commerciale, mentre il fumo ha annerito anche il balcone dell’edificio sovrastante. Sulla strada sono rimasti detriti e segni evidenti delle esplosioni, che fortunatamente non hanno provocato feriti.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento della Rustica e i carabinieri della stazione di San Vittorino, impegnati nei primi accertamenti per ricostruire la dinamica dell’accaduto. Gli investigatori hanno avviato le indagini per identificare gli autori dell’azione, esaminando anche le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. L’episodio si inserisce in un contesto particolarmente delicato per Castelverde, dove nelle scorse settimane si erano già verificati un incendio in un autosalone e un’esplosione davanti a un’abitazione privata, entrambi riconducibili a proprietà della stessa famiglia.
Roma est, escalation di esplosioni: il municipio chiede più sicurezza
La nuova deflagrazione arriva appena 24 ore dopo l’esplosione di un ordigno nell’androne di un palazzo a Tor Bella Monaca, in via Giacomo Galopini. Nelle ultime settimane numerosi episodi analoghi hanno interessato diversi quartieri della periferia orientale, dalla Rustica all’Alessandrino, passando per Torre Maura e Due Leoni. Nel mirino sono finite concessionarie automobilistiche, attività commerciali, una sala slot, un’enoteca, una ferramenta, un forno e una barberia. Una successione di attentati che alimenta la preoccupazione dei residenti, mentre le autorità cercano di chiarire eventuali collegamenti tra i diversi episodi.
A chiedere un intervento più incisivo è Nicola Franco, presidente del municipio VI, che a RomaToday ha ribadito la necessità di istituire una zona rossa con un presidio permanente delle forze dell’ordine, sul modello di quello presente al Quarticciolo. Secondo il minisindaco, la crescente potenza degli ordigni rappresenta un segnale particolarmente allarmante, che potrebbe indicare la presenza di interessi criminali organizzati. Le indagini proseguono per individuare i responsabili dell’attacco al Monkey bar e verificare possibili legami con gli altri attentati che stanno interessando Roma est.
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