Una serie di effrazioni concentrate in circa un’ora e mezza, numerose serrande danneggiate e un bilancio economico che, secondo le testimonianze dei residenti, potrebbe raggiungere diverse decine di migliaia di euro. È quanto accaduto nel quartiere Aurelio, a Roma, dove almeno 15 garage privati sono stati presi di mira da ignoti durante la notte tra il 30 e il 31 ottobre.
L’episodio si è verificato in via Angelo Di Pietro, all’interno di un’area condominiale destinata al parcheggio e alla custodia di beni personali. Gli autori del raid sarebbero riusciti a introdursi negli spazi sotterranei dopo aver compromesso il funzionamento del sistema automatico di accesso.
Una volta entrati, hanno forzato le porte dei singoli box, rovistando tra oggetti, attrezzature e documenti conservati dai proprietari.
Sul posto è intervenuta la polizia, che ha effettuato gli accertamenti e recuperato alcuni strumenti presumibilmente utilizzati per compiere le effrazioni.
La vicenda ha suscitato forte preoccupazione tra gli abitanti della zona, anche alla luce di altri episodi analoghi segnalati negli ultimi anni.
Cancello automatico manomesso e serrande scassinate
Secondo una prima ricostruzione basata sulle informazioni raccolte, l’incursione sarebbe avvenuta indicativamente tra la mezzanotte e l’1:30.
In questo intervallo di tempo, i responsabili avrebbero avuto accesso al complesso dei garage dopo aver reso inutilizzabile il cancello automatico, che, secondo quanto riferito, risultava ancora fuori servizio dopo l’accaduto.
Superata la barriera d’ingresso, gli sconosciuti avrebbero raggiunto i box presenti nell’autorimessa, intervenendo sulle chiusure con strumenti da scasso.
Durante i sopralluoghi sarebbero stati rinvenuti cacciaviti, barre metalliche e un coltello, oggetti che potrebbero essere stati impiegati per forzare le serrature e aprire le porte.
Le modalità dell’azione suggeriscono un’incursione concentrata in un periodo relativamente breve, durante il quale sono stati controllati numerosi spazi privati.
Resta da chiarire quante persone abbiano partecipato al raid e se l’operazione fosse stata preceduta da sopralluoghi o altre attività preparatorie.
Spariti vino, olio e utensili: documenti rovistati nei garage
Uno degli aspetti più particolari della vicenda riguarda la tipologia degli oggetti che sarebbero stati sottratti.
Stando alle testimonianze raccolte tra i proprietari, tra i beni mancanti figurerebbero bottiglie di vino, confezioni di olio e diversi utensili, mentre non sarebbero stati segnalati, nelle prime ricostruzioni, furti di automobili o motociclette.
Alcuni residenti hanno inoltre evidenziato un comportamento insolito: gli autori delle effrazioni avrebbero esaminato anche raccoglitori e faldoni contenenti documentazione personale.
Si tratterebbe di bollette, carte e altri documenti normalmente conservati nei garage per esigenze domestiche.
Un dettaglio che ha attirato l’attenzione delle vittime, poiché non appare immediatamente collegato alla ricerca di oggetti di valore.
Un residente ha raccontato che, nel proprio box, alcuni effetti personali sono rimasti al loro posto, compreso un capo di abbigliamento tecnico da motociclista.
Non è quindi ancora chiaro se i responsabili cercassero beni specifici oppure abbiano semplicemente rovistato tra il materiale disponibile, selezionando ciò che ritenevano più facilmente trasportabile.
Danni per decine di migliaia di euro, proprietari in difficoltà
Il valore della merce sottratta potrebbe essere inferiore rispetto alle spese necessarie per riparare i danni provocati durante le effrazioni.
Le serrande e le porte dei garage, infatti, hanno subito danneggiamenti che in diversi casi ne impediscono il normale utilizzo.
Secondo uno dei residenti coinvolti, il costo complessivo dell’incursione potrebbe ammontare a decine di migliaia di euro, considerando gli interventi sulle chiusure, il ripristino degli accessi e gli eventuali beni mancanti.
Si tratta, al momento, di una valutazione riferita dalle persone danneggiate e non di una quantificazione ufficiale.
Per alcuni proprietari le conseguenze sono anche di natura pratica. Chi dispone di un garage con la porta compromessa potrebbe non essere in grado di parcheggiare il proprio veicolo in condizioni di sicurezza fino all’intervento di un fabbro.
A questo si aggiunge il problema del cancello condominiale, la cui manomissione ha interessato l’accesso all’intera area.
Il ripristino delle strutture danneggiate rappresenta quindi una necessità immediata per i residenti, indipendentemente dal valore economico degli oggetti eventualmente rubati.
I residenti denunciano altri episodi di furto nel quartiere
L’incursione di via Angelo Di Pietro non sarebbe un caso isolato, secondo quanto raccontato dagli abitanti.
Uno dei proprietari coinvolti ha riferito che, negli ultimi anni, nella stessa zona si sarebbero verificati numerosi episodi analoghi, arrivando a stimarne una decina.
Una frequenza che, secondo la testimonianza, avrebbe contribuito ad alimentare un crescente senso di insicurezza.
Tra i problemi segnalati figurano anche furti di componenti automobilistici e danneggiamenti alle vetture parcheggiate lungo le strade del quartiere.
In particolare, alcuni residenti hanno ricordato precedenti sottrazioni di marmitte da automobili Smart e casi di finestrini infranti.
Si tratta di episodi distinti, per i quali non risultano elementi che consentano di stabilire un collegamento diretto con il raid nei garage.
Le segnalazioni descrivono tuttavia una situazione che gli abitanti considerano preoccupante, soprattutto per la ripetizione di furti e danneggiamenti ai danni dei veicoli e delle proprietà private.
Da qui la richiesta di rafforzare la presenza delle forze dell’ordine nelle strade del quadrante Aurelio.
Indagini della polizia dopo il raid notturno
L’intervento degli agenti ha consentito di avviare i primi accertamenti sulle effrazioni e di recuperare gli attrezzi rinvenuti nell’autorimessa.
Gli investigatori dovranno ricostruire l’esatta dinamica dell’incursione e cercare elementi utili all’identificazione dei responsabili.
Tra gli aspetti ancora da chiarire figurano il numero delle persone coinvolte, l’effettiva quantità di beni sottratti e l’eventuale presenza di elementi che possano aiutare a ricostruire gli spostamenti dei malviventi.
Anche la quantificazione definitiva dei danni richiederà ulteriori verifiche da parte dei proprietari.
L’episodio ha intanto lasciato numerosi residenti alle prese con serrature da sostituire, porte da riparare e spazi temporaneamente inutilizzabili.
La richiesta principale degli abitanti è un incremento dei pattugliamenti e dei controlli nella zona, nella speranza di prevenire nuove incursioni nei complessi residenziali.
Il raid di via Angelo Di Pietro riporta così l’attenzione sulla sicurezza delle autorimesse condominiali nel quartiere Aurelio, dove il danneggiamento di un unico accesso ha consentito agli sconosciuti di raggiungere almeno quindici proprietà private nel giro di circa novanta minuti.
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