Roma, occupato il Galileo Galilei dopo 13 anni: studenti contro la riforma Valditara

La protesta nell'istituto di via Conte Verde si inserisce nella mobilitazione delle scuole romane. Lezioni sospese e nuove manifestazioni annunciate per il 20 novembre

Scuola

Dopo 13 anni gli studenti tornano a occupare l’istituto tecnico Galileo Galilei di Roma, in via Conte Verde, aderendo all’ondata di proteste che nelle ultime settimane ha coinvolto numerose scuole della capitale. La mobilitazione nasce dalla contestazione delle politiche scolastiche del governo, dalle preoccupazioni per il futuro lavorativo dei giovani e dalle difficoltà economiche che interessano le famiglie. Sul sito dell’istituto, diretto da Cristina Costarelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi di Roma e del Lazio, è stato pubblicato un avviso: “Durante la notte è stato occupato l’edificio scolastico, pertanto le attività sono sospese: si raccomanda di non far venire a scuola gli studenti”.

Al centro della protesta c’è soprattutto la riforma degli istituti tecnici promossa dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, già contestata dagli studenti del Galilei durante una visita del ministro lo scorso anno. Gli occupanti criticano in particolare il modello quadriennale, ritenendo che possa compromettere la qualità della formazione e anticipare l’ingresso nel mercato del lavoro. “Ci opponiamo a un modello che riduce il percorso scolastico da 5 a 4 anni, togliendoci un anno fondamentale di istruzione per consegnarci prematuramente e senza tutele alle logiche di mercato dei privati e degli ITS”, si legge nella lettera diffusa dagli studenti.

Dalla scuola al caro vita, le ragioni della mobilitazione

Le rivendicazioni degli occupanti riguardano anche l’aumento del costo della vita, la carenza di investimenti nell’istruzione e le condizioni degli edifici scolastici. Gli studenti denunciano un sistema educativo sempre più orientato alle esigenze delle imprese e rivendicano una formazione che garantisca maggiori opportunità e strumenti critici. Nel documento trovano spazio anche la contrarietà alla guerra e al riarmo e la solidarietà con la popolazione palestinese. L’occupazione viene inoltre presentata come un’occasione per organizzare incontri, dibattiti e attività culturali. “Occupare significa restituire alle aule e ai corridoi la loro funzione originaria: luoghi di socialità libera, di dibattito, di cultura condivisa e di partecipazione collettiva”, spiegano gli studenti.

La protesta del Galilei rappresenta un nuovo passaggio della mobilitazione studentesca romana, sostenuta anche dal collettivo Les Blocages Roma, che punta ad ampliare la partecipazione degli istituti cittadini. “Ogni scuola che si mobilita rafforza un movimento che cresce, si organizza e alza il livello del conflitto”, afferma il collettivo, annunciando una nuova giornata di protesta per il 20 novembre. “Il 20 novembre torneremo nelle strade con una grande mobilitazione studentesca. Ci prenderemo tutta la città”, si legge nel comunicato. L’obiettivo dichiarato è portare il confronto oltre gli edifici scolastici, coinvolgendo la città sui temi del diritto allo studio, delle prospettive occupazionali e del futuro delle nuove generazioni.

Redazione

Seguici su

Aggiungi romatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Minacce su un Ryanair partito dalla Capitale e un Wizz Air proveniente da Praga. Scattano...
Aula tribunale
Il 22enne Eitan Bondì aveva esploso alcuni colpi con una pistola soft air durante una...
manzoni, metro b, metro A chiusa Roma, stazione Furio Camillo, Metro C, Malore metro A Roma
Presentato il nuovo volto della fermata dopo gli interventi estivi. Rimossi i vecchi rivestimenti e...

Altre notizie

Altre notizie