«Oggi il vostro cielo sarà rosso». Una minaccia di poche parole, accompagnata dall’annuncio di ordigni esplosivi a bordo di due aerei diretti a Roma. È il contenuto dell’email che ha fatto scattare l’allarme bomba all’aeroporto di Fiumicino, dove sono stati immediatamente attivati i protocolli di sicurezza. Nel mirino due voli provenienti da Helsinki e Dublino, mentre la firma in fondo al messaggio rimanda ai cosiddetti «combattenti dello Stato Maschile», un movimento estremista nato in Russia e conosciuto per le sue posizioni radicalmente misogine.
Il messaggio, arrivato con oggetto «segnalazione di una minaccia», indicava espressamente i voli AY1761 da Helsinki e EI402 da Dublino. Il testo conteneva accuse e minacce rivolte ai destinatari: «Siete tutti complici di un complotto criminale». E ancora: «Vogliamo annientarvi per questo. Proprio per questo, in questo preciso momento, sui seguenti voli sono stati piazzati degli ordigni esplosivi: AY1761, Helsinki – Italia El402, Dublino – Italia. Sono diretti al vostro aeroporto. Noi, combattenti dello Stato Maschile, con le nostre azioni di oggi lasceremo un segno nella storia. Il vostro regime femminista se ne ricorderà per sempre. L’esplosione avverrà tra 60 minuti. Oggi il vostro cielo sarà rosso».
L’allerta ha interessato il Terminal 3 dello scalo romano. Uno degli aerei coinvolti è stato scortato dai caccia fino a Fiumicino e successivamente evacuato per consentire le verifiche di sicurezza. Un altro episodio ha riguardato un volo Wizz Air partito da Malpensa e diretto in Polonia, fatto atterrare a Vienna per ragioni precauzionali.
Chi sono gli estremisti dello “Stato Maschile”
Dietro la firma dell’email compare il nome di un’organizzazione nata sul web russo intorno al 2016. Conosciuta anche come Male State o Male Legion, è stata fondata da Vladislav Pozdnyakov e si caratterizza per un’ideologia di estrema destra, nazionalista e apertamente contraria al femminismo. Il movimento è stato messo al bando in Russia.
Attraverso i propri canali online, soprattutto Telegram, il gruppo ha promosso campagne di intimidazione, molestie e minacce contro donne, attivisti LGBTQ+, persone di origine non russa e aziende impegnate in iniziative a favore dell’inclusione. Alle posizioni misogine si affiancano contenuti razzisti e ultranazionalisti.
Nonostante il divieto imposto dalle autorità russe, il movimento ha continuato a mantenere una presenza online, con attività e minacce rivolte anche a obiettivi internazionali. La firma apposta all’email, tuttavia, non dimostra da sola che il gruppo sia effettivamente responsabile degli allarmi.
Gli accertamenti condotti dalle forze dell’ordine e dagli artificieri sugli aerei interessati non hanno finora rilevato la presenza di ordigni. Le minacce si sono dunque rivelate infondate, ma hanno imposto l’attivazione delle procedure di emergenza e dei controlli previsti per la sicurezza dei passeggeri.
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