Un tatuaggio visibile sull’avambraccio e alcuni elementi emersi attraverso i social avrebbero contribuito a dare una svolta alle indagini su due rapine compiute a distanza di appena 48 ore in altrettanti supermercati di Roma. Nel mirino erano finiti un Conad nella zona di Piazza Bologna e un Todis a Boccea. Per uno dei presunti responsabili, un romano di 56 anni, il primo ottobre è stata disposta la misura dell’arresto con l’accusa di rapina aggravata. Il secondo uomo coinvolto nei colpi non risulta invece ancora identificato.
A ricostruire gli spostamenti dei rapinatori sono stati gli investigatori del commissariato Porta Pia. Un ruolo centrale è stato ricoperto dalle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza, attraverso le quali gli agenti hanno potuto analizzare diversi particolari: dalla corporatura dei due uomini agli indumenti utilizzati durante le azioni, passando per lo scooter impiegato per raggiungere i supermercati e successivamente allontanarsi.
Gli elementi raccolti nel corso degli accertamenti avrebbero progressivamente indirizzato l’attenzione verso il 56enne, residente nella zona di Torrevecchia. L’uomo aveva precedenti per rapine a mano armata commesse ai danni di attività commerciali e uffici postali e, secondo quanto emerso, da febbraio si trovava sottoposto alla libertà vigilata.
A rendere più solido il quadro investigativo sarebbe stato anche un particolare fisico: un tatuaggio presente sull’avambraccio, riconducibile a immagini pubblicate sui social. Un dettaglio che, insieme agli altri riscontri ottenuti dagli investigatori, avrebbe permesso di arrivare all’identificazione del sospettato.
Le due rapine presentavano numerosi punti in comune. Il primo episodio risale al 17 agosto, quando due uomini avevano preso di mira il supermercato Conad di viale delle Province. I rapinatori erano entrati nell’esercizio commerciale con il volto nascosto utilizzando casco e mascherine. Entrambi, secondo le testimonianze raccolte, parlavano con accento romano.
Durante il colpo era comparsa anche una pistola utilizzata per minacciare il personale. I dipendenti erano stati costretti ad aprire la cassa e uno degli impiegati era stato minacciato di morte. I due erano riusciti così a impossessarsi di circa 850 euro. Prima di lasciare il supermercato avevano sottratto anche il portafogli di una cliente presente all’interno dell’attività .
La fuga era avvenuta utilizzando uno scooter Honda Sh, sul quale la targa era stata coperta con del cellophane, rendendone più difficile l’immediata identificazione.
Soltanto due giorni più tardi, un’azione dalle caratteristiche molto simili era stata registrata dall’altra parte della città . Poco prima delle 19, il Todis di largo Boccea era stato preso di mira da due uomini, uno dei quali armato di pistola. Anche in questa circostanza i presenti erano stati minacciati e i rapinatori erano riusciti a impossessarsi del denaro custodito nelle casse.
Un altro elemento comune riguardava proprio il mezzo utilizzato per la fuga. Anche dopo il colpo di Boccea era stato infatti segnalato uno scooter Sh con la targa nascosta.
La ripetizione dello stesso schema operativo ha consentito agli investigatori di mettere in relazione i due episodi. L’analisi dei filmati ha permesso inoltre di seguire alcuni tratti del percorso effettuato dai sospettati e di confrontare abbigliamento, caratteristiche fisiche e modalità di azione.
L’insieme degli elementi acquisiti ha portato gli investigatori fino al 56enne. Il primo ottobre nei suoi confronti è stato disposto l’arresto per rapina aggravata, mentre le verifiche proseguono per risalire all’identità dell’uomo che avrebbe agito insieme a lui nei due supermercati.
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