Petardi contro il ministero dell’Istruzione, cori contro il ministro Giuseppe Valditara e forze dell’ordine schierate in tenuta antisommossa. La protesta degli studenti arriva nel cuore di Roma, davanti alla sede del dicastero in viale Trastevere. Una giornata di mobilitazione nazionale che coinvolge diverse città italiane, sull’onda delle manifestazioni in Francia e Spagna.
Al centro della contestazione ci sono il carovita, le condizioni degli edifici scolastici e quella che gli studenti definiscono “scuola caserma”, con particolare riferimento al tetto previsto per gli alunni stranieri. Rivendicazioni che hanno portato alla convocazione di cortei in tutta Italia, dopo una giornata segnata da occupazioni e danneggiamenti in numerosi istituti.
La protesta davanti al ministero
A Roma il corteo ha raggiunto la sede del ministero dell’Istruzione, dove alcuni manifestanti hanno lanciato petardi contro l’edificio. Davanti all’ingresso sono stati schierati poliziotti e carabinieri in tenuta antisommossa, mentre gli studenti hanno continuato a scandire slogan rivolti al ministro.
“Noi da qui non ce ne andiamo” e “Valditara esci dal palazzo”, hanno urlato i manifestanti. Tra i cori anche “vogliamo più aule non più bombe”, per ribadire le richieste di maggiori investimenti nell’istruzione.
La mobilitazione arriva all’indomani dei disordini registrati in diverse scuole italiane. Da Milano a Napoli sono decine gli istituti occupati, mentre in alcuni edifici sono stati segnalati vetri infranti, estintori svuotati e computer distrutti.
I danneggiamenti, che avrebbero interessato anche una scuola elementare, ammonterebbero a migliaia di euro. Intanto, nella Capitale, la contestazione si concentra davanti al ministero, con gli studenti intenzionati a far sentire la propria voce.
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