Mattinata di tensione nel quartiere Appio Tuscolano, a Roma, dove 650 alunni sono stati evacuati da un complesso scolastico in seguito a una minaccia di esplosione ricevuta tramite posta elettronica. L’episodio si è verificato lunedì 2 novembre e ha richiesto l’intervento immediato delle forze dell’ordine, della polizia locale e degli specialisti incaricati di verificare l’eventuale presenza di materiale esplosivo.
A essere coinvolto è stato l’istituto comprensivo Giovanni Cagliero, che comprende diversi plessi scolastici del territorio, tra cui la scuola secondaria di primo grado Albio Tibullo, la scuola dell’infanzia e primaria Giovanni Cagliero e la scuola Rodari, che ospita attività educative per i più piccoli.
L’allarme è stato provocato da un messaggio minatorio indirizzato complessivamente a 271 istituti scolastici italiani, otto dei quali situati nella Capitale. Una circostanza che ha ampliato la portata dell’episodio, facendo emergere la possibilità di un’azione intimidatoria rivolta contemporaneamente a numerose strutture educative.
Controlli degli artificieri: nessun esplosivo individuato
Dopo l’attivazione delle procedure di sicurezza, sono intervenuti gli specialisti delle forze dell’ordine, affiancati dalle unità cinofile addestrate a individuare sostanze esplosive.
Le verifiche effettuate dagli artificieri e dai cani antiesplosivo non hanno evidenziato la presenza di ordigni, secondo quanto comunicato dalla dirigente scolastica Anna Fucile.
L’esito dei primi accertamenti ha contribuito a ridimensionare il pericolo inizialmente prospettato, senza tuttavia interrompere le attività investigative finalizzate a individuare i responsabili dell’invio delle comunicazioni.
Gli investigatori dovranno infatti ricostruire la provenienza del messaggio e chiarire le modalità con cui sono stati selezionati gli indirizzi elettronici delle scuole destinatarie.
Studenti accompagnati a Villa Lais, avvisate le famiglie
La priorità del personale scolastico è stata garantire l’incolumità degli studenti, evitando situazioni di panico durante l’uscita dagli edifici.
Intorno alle 10:15, dopo aver preso visione della comunicazione minatoria, la dirigente ha disposto l’attivazione del piano di emergenza e l’allontanamento precauzionale degli alunni dalle aule.
Gli insegnanti hanno accompagnato i bambini e i ragazzi nel vicino parco di Villa Lais, individuato come area sicura per il raduno degli studenti.
Successivamente, le famiglie hanno ricevuto una comunicazione ufficiale con le indicazioni necessarie per raggiungere i figli e procedere al loro ritiro.
Villa Lais è diventata così il punto di riferimento per centinaia di genitori, informati dalla direzione scolastica mentre erano ancora in corso le operazioni di messa in sicurezza.
L’intervento è stato coordinato con il supporto degli agenti della polizia locale appartenenti ai gruppi territoriali Appio e Tuscolano, insieme al Gruppo pronto intervento traffico, impegnato nell’assistenza alle operazioni di evacuazione.
Il contenuto della mail: minacce attribuite a un gruppo armato
Particolarmente inquietante il contenuto della comunicazione che ha raggiunto la casella di posta elettronica dell’istituto.
Secondo quanto riferito dalla dirigente Anna Fucile all’agenzia Adnkronos, gli autori del messaggio si sarebbero presentati come appartenenti al Corpo delle guardie della rivoluzione islamica, sostenendo di aver collocato un involucro contenente esplosivo all’interno della scuola.
La minaccia avrebbe previsto l’utilizzo di un dispositivo di attivazione a distanza e ulteriori atti di violenza nei confronti delle persone eventualmente sopravvissute all’esplosione.
Si tratta di affermazioni contenute nella mail, non di elementi verificati dagli investigatori. L’identità dichiarata dai mittenti non costituisce quindi una prova dell’effettivo coinvolgimento dell’organizzazione citata.
La gravità del linguaggio utilizzato ha comunque reso necessario applicare immediatamente tutte le misure previste dai protocolli di sicurezza scolastica.
La dirigente ha spiegato di aver contattato tempestivamente la polizia postale, il commissariato competente per territorio e la polizia locale, richiedendo assistenza per gestire l’uscita degli studenti.
Minacce a 271 scuole italiane, indagini sulla provenienza dei messaggi
Uno degli aspetti più rilevanti della vicenda riguarda la diffusione della stessa comunicazione a un numero elevato di istituti.
Nell’elenco dei destinatari figuravano 271 scuole distribuite sul territorio nazionale, comprese otto strutture romane. Un dettaglio emerso dall’esame della mail ricevuta dalla direzione dell’istituto Giovanni Cagliero.
Le indagini dovranno accertare chi abbia organizzato l’invio, quale fosse il reale obiettivo dell’iniziativa e se siano stati utilizzati strumenti informatici per distribuire simultaneamente il messaggio.
L’episodio ha avuto conseguenze immediate sull’attività didattica, determinando l’interruzione delle lezioni e la mobilitazione di personale scolastico, famiglie e operatori della sicurezza.
Anna Fucile ha espresso forte preoccupazione per le ripercussioni dell’accaduto, sottolineando come comunicazioni di questo genere possano generare paura e provocare gravi disagi alla comunità scolastica.
Nonostante l’assenza di esplosivi nei controlli effettuati, resta aperta l’attività investigativa per risalire agli autori delle minacce. Nel quartiere Appio Tuscolano, intanto, l’evacuazione di centinaia di studenti ha segnato una mattinata di apprensione per le famiglie e per il personale degli istituti coinvolti.
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