Un incendio è divampato nella serata di lunedì 2 novembre 2026 nell’area del Gazometro di Roma, interessando una zona caratterizzata dalla presenza di vegetazione spontanea nei pressi del ponte della Scienza, nel quartiere Ostiense.
Le fiamme hanno coinvolto principalmente sterpaglie e canneti, rendendo necessario l’intervento dei vigili del fuoco per contenere il rogo ed evitare che potesse estendersi ulteriormente.
Sul posto è arrivata una squadra del distaccamento Ostiense, supportata da un’autobotte. Le operazioni di spegnimento sono proseguite per circa un’ora, fino al completamento dell’intervento.
L’episodio ha riportato l’attenzione sulle condizioni di sicurezza di una parte del territorio situata lungo il Tevere, già interessata nei mesi precedenti da un incendio di maggiori dimensioni.
Il nuovo rogo ha inoltre provocato reazioni politiche, con richieste di chiarimenti all’amministrazione capitolina sugli interventi di manutenzione, controllo e riqualificazione dell’area.
Ponte della Scienza, le fiamme lungo un versante vicino al Tevere
L’incendio si è sviluppato su uno dei versanti del ponte della Scienza, infrastruttura pedonale che collega le due sponde del Tevere tra Ostiense e Marconi.
Secondo le informazioni comunicate dai vigili del fuoco, il materiale interessato dalla combustione era costituito da vegetazione incolta, in particolare canne e sterpaglie presenti nell’area.
L’intervento dei soccorritori è durato approssimativamente sessanta minuti, durante i quali sono state effettuate le operazioni necessarie a spegnere le fiamme.
La zona del Gazometro rappresenta uno degli spazi più riconoscibili del quadrante meridionale della Capitale, caratterizzato dalla presenza di strutture di archeologia industriale, aree verdi e tratti della golena del Tevere.
Proprio le condizioni di alcune porzioni di questo territorio sono tornate al centro del dibattito sulla prevenzione degli incendi e sulla gestione degli spazi lungo il fiume.
Al momento, nelle informazioni disponibili, non vengono indicate le cause che hanno provocato il rogo. Non risultano inoltre comunicati dettagli relativi a eventuali persone coinvolte.
Il precedente incendio di luglio e la questione degli insediamenti
L’episodio del 2 novembre arriva a distanza di alcuni mesi da un altro incendio verificatosi nella stessa area urbana.
Nel luglio 2026, infatti, un rogo di notevoli dimensioni aveva interessato un insediamento di baracche situato lungo la golena del Tevere, richiamando l’attenzione sulle condizioni ambientali e sulla presenza di strutture abitative non autorizzate.
In seguito a quell’evento erano state avanzate richieste di intervento per la rimozione degli insediamenti e il ripristino delle condizioni di sicurezza.
Secondo quanto denunciato da alcuni rappresentanti di Fratelli d’Italia, parte delle strutture precedentemente danneggiate sarebbe stata successivamente ricostruita, nonostante le segnalazioni presentate.
Il nuovo incendio, pur essendosi verificato in una zona diversa rispetto a quello estivo, ha quindi riaperto il confronto sulle misure necessarie per prevenire ulteriori episodi.
Non sono tuttavia emersi elementi che consentano di attribuire direttamente l’origine delle fiamme del 2 novembre alla presenza delle baracche.
Fratelli d’Italia chiede la bonifica dell’area del Gazometro
Tra i primi esponenti politici a intervenire sulla vicenda figura Piergiorgio Benvenuti, responsabile del dipartimento ambiente di Fratelli d’Italia, che nella mattinata successiva all’incendio ha effettuato un sopralluogo nella zona.
Benvenuti ha definito inaccettabile il ripetersi di episodi simili, richiamando l’attenzione sulle richieste di intervento già avanzate dopo l’incendio dello scorso luglio.
Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, le segnalazioni precedenti avrebbero dovuto portare a provvedimenti definitivi per la gestione degli insediamenti presenti lungo il fiume e per il recupero delle aree interessate.
La principale richiesta riguarda la messa in sicurezza dell’intero settore vicino al Gazometro, attraverso attività di controllo, rimozione delle strutture abusive e bonifica ambientale.
Benvenuti ha inoltre evidenziato come il nuovo incendio si sia sviluppato dalla parte opposta del ponte della Scienza rispetto al precedente episodio, sottolineando la necessità di considerare il problema su una scala territoriale più ampia.
Federico Rocca annuncia una nuova interrogazione in Campidoglio
Anche Federico Rocca, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, è intervenuto sulla vicenda annunciando un’iniziativa istituzionale per ottenere chiarimenti dall’amministrazione di Roma Capitale.
Il consigliere ha comunicato l’intenzione di presentare una nuova interrogazione, con l’obiettivo di conoscere quali misure siano state adottate dopo l’incendio di luglio e quali ulteriori attività siano previste per il territorio.
Tra gli aspetti sui quali Rocca intende chiedere spiegazioni figurano la vigilanza dell’area, gli interventi di bonifica, il controllo degli insediamenti e la prevenzione di nuovi incendi.
L’esponente capitolino ha inoltre sollevato la questione della ricostruzione di alcune baracche, ritenendo necessario verificare l’efficacia delle iniziative intraprese nei mesi precedenti.
L’interrogazione annunciata punta dunque a ottenere un quadro degli interventi già eseguiti e delle attività programmate, oltre a chiarire le responsabilità amministrative nella gestione delle criticità segnalate.
Sicurezza e prevenzione incendi, torna l’attenzione sull’Ostiense
Il nuovo episodio nell’area del Gazometro riporta al centro dell’attenzione la gestione della vegetazione spontanea e la sicurezza delle aree lungo il Tevere.
La presenza di sterpaglie e canneti costituisce uno degli elementi da considerare nelle attività di prevenzione, soprattutto nei luoghi in cui la vegetazione si sviluppa vicino a infrastrutture, percorsi pedonali e insediamenti.
Il dibattito riguarda anche la necessità di coordinare gli interventi ambientali con le attività di controllo del territorio, distinguendo le questioni relative alla manutenzione del verde da quelle riguardanti le occupazioni non autorizzate.
Per il momento, l’elemento accertato resta l’incendio del 2 novembre, spento dai vigili del fuoco dopo circa un’ora di lavoro.
Le richieste avanzate dagli esponenti di Fratelli d’Italia attendono ora eventuali riscontri da parte dell’amministrazione capitolina, mentre resta da chiarire l’origine delle fiamme e quali misure saranno adottate per limitare il rischio di nuovi episodi nella zona del ponte della Scienza.
Seguici su
Aggiungi romatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.